Villa Poniatowski

 

Villa Giulia e Villa Poniatowski

 

 

Villa Poniatowski è stata acquistata dallo Stato nel 1989 al termine di un lungo iter di esproprio per accogliere l'ampliamento del vicino Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e realizzare così il "Polo museale etrusco di Roma".  

Descrizione del monumento

Villa Poniatowki vista da via di Villa GiuliaAgli inizi del 1800 Stanislao Poniatowski, nipote dell'ultimo re di Polonia, incarica Giuseppe Valadier di trasformare in villa la costruzione cinquecentesca situata vicino a Villa Giulia in Via dell'Arco Oscuro. Raffigurata nelle incisioni del Venturini (1683) e del Vasi (1757) la costruzione è menzionata già nel 1581 dal Montaigne come Villa Cesi.

Dopo l'intervento del Valadier la villa si presentava affacciata con il suo ingresso principale su Via Flaminia, innalzandosi su una terrazza cui si accedeva tramite una cordonata, tuttora esistente, affiancata da vasche e fontane alimentate da un braccio dell'Acquedotto Vergine. L'ampio giardino, formato da terrazze a gradoni e ornato da sculture antiche, era chiuso in alto, verso il monte, da un pergolato detto "loggia delle delizie". Di particolare raffinatezza la decorazione degli ambienti di rappresentanza della villa che i restauri hanno restituito all'originario aspetto, come quella della Sala dell'Ercole Farnese al pianterreno o quella della Sala delle Colonne doriche al primo piano.

Diverse vicende hanno modificato via via la villa e il parco; danneggiato durante gli scontri tra Garibaldi e i francesi nel 1849, il complesso fu trasformato negli anni dopo l'unità d'Italia dal nuovo proprietario Riganti che edificò una conceria su due piani nell'area del giardino.  

Ascolta la descrizione di Francesco Scoppola

Il restauro

 

La Sala Indiana: gli affreschi

 

Dal 1997 al 2010 il complesso è stato oggetto di sistematici interventi di restauro architettonico e di lavori per l'adeguamento degli spazi in funzione museale. I nuovi allestimenti vedono l'esposizione delle antichità provenienti dal Latium vetus e dall'Umbria, in precedenza al Museo di Villa Giulia (sale 37-40), oltre ad un'ampia area destinata ad esposizioni temporanee.

Nella "manica lunga" che sovrasta le Concerie Riganti è stata collocata la Biblioteca dell'Istituto ora arricchita da fondi Maria Santangelo e Mario Moretti e dalla ricca biblioteca che, già appartenuta a Massimo Pallottino, è stata depositata presso la Soprintendenza dall'Istituto di Scienze Italiche e del Mediterraneo antico del CNR. 

Importanti scoperte sono avvenute nel corso dei lavori, tra le quali si segnalano il primo impianto cinquecentesco della Villa con i resti delle due fontane collocate sul prospetto occidentale, i numerosi arredi di vasche e fontane che ornavano il giardino all'italiana del Valadier e i cicli pittorici e decorativi nella Sala dell'Ercole, in quella Indiana e ancora nella Sala Egizia con il colonnato in prospettiva.