Cerveteri

La storia

 Necropoli di Cerveteri

Cerveteri (etr. Ceisra, gr. Chaire, Agylla, lat. Caere) sorgeva su un ampio pianoro tufaceo di circa 150 ettari, difeso naturalmente su tre lati da pareti scoscese, definite da due corsi d'acqua. Il centro moderno con il castello, un tempo dei principi Ruspoli e oggi sede del Museo, ne occupa solo una piccola porzione a sudovest.

All'inizio del primo millennio a. C. sul pianoro converge la popolazione che abbandona i numerosi piccoli insediamenti di altura diffusi capillarmente nella regione durante l'età del bronzo, in un processo che porta ad una completa e radicale riorganizzazione territoriale. Il nuovo centro verrà inizialmente occupato in modo non intensivo, con zone residenziali alternate ad ampie aree destinate alle attività produttive, mentre tutto intorno ad esso si dispongono le grandi necropoli. Dello stesso processo storico, il cui esito sarà la nascita della civiltà urbana, fa parte l'occupazione della fascia costiera dove sorgono numerose piccole installazioni artigianali dedicate alla lavorazione dei prodotti marini (pesce ed estrazione del sale marino).

Necropoli della Banditaccia

Le necropoli, tra le più grandi del mondo antico, si estendevano intorno al pianoro urbano sull'altopiano della Banditaccia a nordovest, sul Monte Abatone a sudest e sulla collina del Sorbo ad ovest. Sulla costa il porto principale era quello di Pyrgi (Santa Severa), insieme ad Alsium (Palo) e Punicum (Santa Marinella).

Già nella prima metà dell'VIII secolo iniziano i primi contatti e scambi con i Fenici ed i Greci, attirati in Etruria meridionale dalle ricche miniere di metallo e di allume concentrate sui vicini Monti della Tolfa. La grande fioritura della città si manifesta in modo evidente a partire dall'inizio del VII secolo a.C. (età orientalizzante), quando, nell'ambito di un'organizzazione sociale di tipo gentilizio, i capi (principes) dei clan (gentes) più prestigiosi affermano il loro potere personale e adottano uno stile di vita improntato al fasto e alla ricchezza, che prende a modello l'aristocrazia greca.

Come principale centro commerciale marittimo in Etruria, Cerveteri poté permettersi, grazie all'esportazione di materie prime e di prodotti dell'artigianato (in bronzo e in ceramica, come ad esempio il bucchero), l'importazione di merci raffinate dal Vicino Oriente (vasellame in metallo prezioso, oreficerie, avori) e dalla Grecia (vasi decorati, bronzi, anfore da trasporto per il vino, ecc.). Nel corso del VI secolo a.C. (età arcaica) la città, di circa 25.000 abitanti, continua ad essere uno dei centri più importanti del Mediterraneo, in stretto rapporto con il mondo greco: dalle città greche dell'Asia Minore costiera molti artigiani si trasferiscono in Etruria per sfuggire alla conquista persiana e lo stile «ionico» pervade ogni manifestazione artistica.

Per tutto il VI secolo la cultura di Cerveteri è dunque fortemente ellenizzata, come documentano le migliaia di vasi attici - alcuni celebri come lo splendido cratere di Euphronios - rinvenuti nelle tombe fino ai primi decenni del V secolo.

Cresce l'importanza dei ceti medi e la ricchezza è ora distribuita in fasce più larghe di popolazione che adottano strutture funerarie piuttosto uniformi, del tipo «a dado», organizzate secondo planimetrie regolari con strade e piazze. Dopo la sconfitta subita dagli Etruschi a Cuma nel 474 a.C. seguì un periodo di minor ricchezza. Nel 384 a.C. il porto di Pyrgi fu saccheggiato da Dionigi di Siracusa, ma poco dopo si nota una certa ripresa della città, legata a Roma da saldi vincoli che le permisero di ottenere la civitas sine suffragio (cittadinanza romana ma senza diritto di voto) fino al 273 a.C. quando, ribellatasi a Roma, perdette sia la cittadinanza romana sia il dominio costiero.