Il santuario di Pyrgi

Sala 13b

Altorilievo frontonale del tempio A La sala accoglie i materiali provenienti dal santuario di Pyrgi (greco Pyrgoi, latino Pyrgi) -uno dei porti dell'antica Caere-, rimesso in luce sulla spiaggia immediatamente a sud del castello di S. Severa, a circa 50 km a nord di Roma, grazie alle indagini sistematiche condotte dalla Cattedra di Etruscologia dell'Università di Roma. Il santuario era uno dei più importanti dell'Etruria, celebre nel mondo antico.

Lungo la parete a sinistra sono esposti alcuni materiali architettonici del tempio B da riferire alla decorazione ad altorilievo delle placche frontonali, una delle quali con la raffigurazione dell'impresa di Ercole contro Idra di Lerna, il mostro a più teste, di cui restano frammenti.

Lamine d'oro con iscrizioniAlla fondazione del tempio B sono ricollegabili le celebri lamine d'oro iscritte (due in etrusco e una in fenicio) rinvenute nella c.d. area C, ove furono deposte nel III secolo a.C. protette da materiale di spoglio.

Pyrgi, ricostruzione tempio ADel tempio A, dedicato a Leucotea-Ilizia, (l'etrusca Uni), sono esposte alcune straordinarie testimonianze, prima fra tutte il celebre altorilievo che in origine decorava la lastra frontonale sul lato posteriore dell'edificio, databile intorno al 460 a.C 

Oggetto di un recente restauro, propone due episodi fra i più drammatici del mito dei Sette a Tebe: il primo raffigura il duello mortale fra Tideo e Melanippo cui assiste Atena che, inorridita dalla sacrilega azione di Tideo, si ritrae negando all'eroe, suo protetto, l'immortalità. Il secondo vede Zeus scagliarsi contro Capaneo sostituendosi a Polifonte.

Figurano inoltre nell'esposizione, insieme alle raffinate antefisse a testa di Sileno e di Menade, due note sculture pertinenti a successive fasi edilizie del tempio, come la statua di Eracle bibax e la testa femminile, forse di Thesan-Leucotea, databili tra la metà e il terzo venticinquennio del IV secolo a.C.

Uno spazio adeguato è stato riservato anche ad un gruzzolo di monete greche e magnogreche in origine pertinenti al tesoro del santuario, e a una dedica votiva a Thesan, la dea dell'aurora, da parte di Thanachvil Catharnai.