Le ceramiche

Formatasi per lo più tra il 1860 e il 1870, grazie ad oculati acquisti, primo fra tutti quello della ricca Collezione Calabresi di Caere, questa sezione accoglie materiali, distribuiti in un arco cronologico compreso fra la fine dell'VIII secolo a.C. e l'età romana, che documentano le più importanti produzioni del Mediterraneo. Al più antico nucleo di impasti e di ceramiche red on white, databili ad età orientalizzante (ultimo quarto dell'VIII - primo quarto del VI secolo a.C.) si affianca una serie di buccheri, come i primi provenienti dall'Etruria, la cui produzione è attestata per tutto il VI secolo a.C.

Ben rappresentate le produzioni corinzie, fra le quali si segnalano due olpai del Gruppo Chigi e un cratere del Pittore del Louvre E 565, e quelle etrusco-corinzie, che accolgono opere di ceramografi come il Pittore Castellani e il Pittore della Sfinge Barbuta, come pure quelle greco-orientali con un gruppo di balsamari configurati, databili tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C.

Nell'ambito delle ceramiche greche di età arcaica (inizi VI-inizi V secolo a.C.), una testimonianza d'eccezione può essere considerato il monumentale cratere a volute di fabbrica laconica (580-570 a.C.), insieme al quale si ricorda un raro psykter calcidese, con raffigurazione del giudizio di Paride, e due hydrie ceretane, opere di artisti ionici immigrati a Caere sul volgere del VI secolo a.C.

Ampia la rassegna dei vasi attici a figure nere (ultimo trentennio del VI secolo a.C.), fra i quali si segnalano un'hydria di Lydos con raffigurazione di Eracle e Gerione, un dinos frammentario di Exechias, una lip-cup di Tleson, una coppia di anfore di Nikosthenes, ancora un'anfora di Antimenes, per citare solo i pezzi più noti.

Di pari qualità le produzioni attiche a figure rosse (prima metà V secolo a.C.) che annoverano, fra gli altri, un'anfora bilingue del Pittore di Pamphaios, una kylix di Oltos, due kalpides del Pittore di Kleophrades, tre vasi del Pittore di Berlino, una kylix del Pittore di Brygos, ancora una coppa del Pittore della Fonderia, una pelike di Hermonax, una kylix di Makron, sino ad arrivare alle più tarde produzioni con opere della cerchia del Pittore di Pentesilea, del Pittore di Sabouroff, ecc.

Presenti anche le produzioni tardo-classiche ed ellenistiche ascrivibili a botteghe etrusche e magnogreche. Fra queste ultime, oltre ad alcuni vasi sovradipinti di Gnathia, un lebés gamikós del ceramografo Assteas, di officina pestana, e una lekane del Pittore di Brunicki, prodotto di bottega campana. Numerosissimi i vasi a vernice nera, accanto ai quali sono presenti alcuni vasi argentati tardo-etruschi e un gruppo di coppe megaresi, databili in età romana.