Sala 31

Capena e i centri «minori» dell'agro falisco: Corchiano, Vignanello, Nepi  

La comunità dei Capenati, insediata in un lembo di terra di limitata estensione posto nell'ansa del Tevere a sud del Monte Soratte, aveva il suo fulcro nell'insediamento di Capena (greco Capínna, latino Capena).

Sviluppatosi a partire dal IX secolo a.C. sull'altura di Civitucola, il centro antico è caratterizzato da una spiccata autonomia culturale rispetto all'Etruria e al contiguo agro falisco, e mostra invece affinità con il Lazio e l'area sabina. Il periodo di maggiore vivacità culturale si colloca tra la fine dell'VIII e il VII secolo a.C., in coincidenza con la fioritura della fase orientalizzante, allorché Capena diviene un importante centro di controllo dei traffici lungo la valle tiberina, accogliendo rari, ma preziosi oggetti di importazione orientale che costituiscono i modelli per una vasta produzione locale di ceramica d'impasto, realizzata nella tecnica ad incisione e ad incavo e che si affianca ad una produzione bronzistica ugualmente raffinata. Ne sono un esempio alcuni dei materiali esposti, quali le placche da cinturone con decorazione a traforo, tipiche del costume femminile, e il disco-corazza decorato a sbalzo con animali fantastici, in bronzo, nonché il corredo vascolare della Tomba CXIV della necropoli di S. Martino.

Capena, Le Macchie, piatto (n.inv.23949)Dopo la conquista romana nel 395 a.C., Capena continua a vivere una sia pur modesta dimensione urbana. Particolare rilievo ha la Tomba 233 (IV) della necropoli delle Macchie che accoglie il famoso piatto con l'elefante in assetto di guerra seguito da un elefantino. Il piatto appartiene ad una serie creata probabilmente in occasione del trionfo di Curio Dentato sul re dell'Epiro, Pirro, nel 275 a.C. 

I centri minori, Corchiano e Vignanello (non se ne conosce il nome antico) a nord, Nepi (etrusco Nepet) a sud-ovest, costituiscono le emergenze principali di un'occupazione diffusa e capillare del territorio, che assume in questi casi dignità urbana fin dal VII secolo a.C. Le sepolture dell'aristocrazia locale accolgono nel corredo oggetti di spicco, quale il grande sostegno fittile con cavallini e catenelle da Corchiano e l'alabastron di bucchero ionico da Vignanello, una delle rare importazioni di ceramica greco-orientale nell'agro falisco.

Corchiano, tomba 22, stamnosVignanello, necropoli de la Cupa (inv. 23013)Capena, necropoli di S.Martino, tomba CXIV