Cratere di Euphronios

Cratere di Eufronio
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
vasellame da mensa
Luogo di collocazione
sala 13a
Materia e tecnica
argilla depurata e dipinta
Autore
Euxitheos (vasaio), Euphronios (ceramografo)
Datazione
510 a. C.
Provenienza
Cerveteri

Descrizione breve

 Cratere di Euphronios, la firma

Trafugato all'inizio degli anni settanta del Novecento da una delle necropoli di Cerveteri, forse quella monumentale di Greppe Sant'Angelo, il vaso è stato restituito da poco all'Italia dal Metropolitan Museum of Art di New York, a conclusione di una lunga trattativa.

Firmato da Euxitheos come vasaio e da Euphronios come ceramografo, è tra i più conservati dei ventisette vasi dipinti dall'artista, il più abile pittore del gruppo cosiddetto dei Pionieri che alla fine del VI secolo a.C. svilupparono la tecnica a figure rosse sul fondo nero del vaso. Si data intorno al 510 a.C., poco prima che il maestro per l'indebolimento della vista si dedicasse alla sola attività di vasaio .

Sul lato principale del cratere è raffigurato uno degli episodi più commoventi della guerra di Troia, celebrato da Omero nel XVI canto dell'Iliade: la morte di Sarpedonte, figlio di Zeus e re dei Lici, che, come alleato dei Troiani, cadde per mano di Patroclo. La scena coglie il momento drammatico in cui Hermes, messaggero degli dei, guida le personificazioni del Sonno (Hypnos) e della Morte (Thànatos) nell'atto di trasportare il corpo trafitto dell'eroe in patria, ove avrà degna sepoltura.

Sul lato secondario è la scena dei giovani che si armano prima della battaglia, forse un'allusione al destino di morte che li accomuna a Sarpedonte.

Nella straordinaria  composizione dei personaggi della scena principale la mano del grande maestro si rivela nella perfezione naturalistica delle figure, nella padronanza dello scorcio, nell'accurata resa anatomica e nel modo di stendere la vernice più o meno diluita per dare il  senso del volume.

 

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