Lamine di Pyrgi

Lamine d'oro
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
epigrafe
Luogo di collocazione
Sala 13b
Materia e tecnica
oro inciso
Datazione
fine VI secolo a. C.
Provenienza
Pyrgi, tempio B

Descrizione breve

Risalgono alla fine del VI secolo a.C. e, tra le iscrizioni, sono la più antica fonte storica dell'Italia preromana. Due delle lamine sono in lingua etrusca, la terza in fenicio. Il testo etrusco più lungo (37 parole) e quello fenicio hanno lo stesso contenuto, pur non essendo la traduzione letterale. È un documento importante per la comprensione dell'etrusco.

Le due lamine riportano la dedica di un "luogo sacro" alla dea fenicia Astarte, assimilata alla dea etrusca Uni, da parte di Thefarie Velianas, che il testo fenicio designa re di Caere. Segue nell'iscrizione fenicia la motivazione della dedica: in ringraziamento dell'aiuto ricevuto dal donatore tre anni prima, in occasione della sua ascesa al potere.

Nella iscrizione etrusca più breve è ricordato lo stesso personaggio per alcune azioni rituali nel medesimo luogo sacro.

Il luogo sacro è stato riconosciuto nel più antico dei templi (B) del santuario, a lato del quale, nel piccolo recinto sacro C, le lamine si rinvennero nel 1964, accuratamente ripiegate su se stesse con i chiodini per l'affissione.

Sul piano storico la dedica in fenicio del "re di Caere" testimonia con un documento contemporaneo la stretta alleanza tra Etruschi e Cartaginesi, all'epoca della grande espansione di Cartagine nel Mediterraneo. È di questo periodo il primo trattato romano-cartaginese riportato da Polibio e da lui datato all'anno 509 a.C.

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