Centauro

Vulci Centauro in nenfro
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
statuaria
Luogo di conservazione
Museo di Villa Giulia
Luogo di collocazione
sala 1
Inventario
prov. EX3/VU
Materia e tecnica
nenfro
Datazione
590-580 a. C.
Provenienza
Vulci, necropoli di Poggio Maremma
Copyright immagine
SBAEM

Descrizione breve

Rinvenuta in una tomba a camera di Vulci, in località Poggio Maremma, questa statua raffigura un centauro, la figura mitologica metà uomo e metà cavallo.

La parte umana dal corpo giovanile si salda al corpo equino, raffigurato in lieve movimento. La creatura mostruosa ha la barba indicata da una linea sinuosa incisa, ed i capelli resi da due grandi trecce ritorte che cadono sulle spalle, mentre sulla fronte e sulle tempie da una fila di riccioli stilizzati. Più complessa l'acconciatura a trecce sulla parte posteriore della testa.

Il torso è trattato sommariamente. Le cosce sono larghe e le ginocchia sottolineate da losanghe incise. Le mani, aderenti alle cosce, sono distese con le dita rigide e poco distinte le une dalle altre.

La parte animale è trattata molto sommariamente, con volumi semplici e passaggi bruschi da un piano all'altro. La coda, mancante, era probabilmente pendente. La statua è priva delle braccia e le gambe sono rotte al di sotto delle ginocchia.

Il centauro di Vulci è un unicum nel panorama della statuaria etrusca e greca di età arcaica ed è una eccellente testimonianza della scultura in pietra vulcente, e più in generale dell'Etruria marittima, ancora in via di formazione.

In Etruria il centauro con corpo umano completato dal treno di un cavallo, è attestato già dal VII sec.a.C. su vasi dipinti, su oggetti d'avorio, gioielli e su bucchero. Tuttavia, le sole raffigurazioni di centauro a tutto tondo anteriori a quello di Vulci sono quelle delle appliques di bronzo della Tomba Bernardini di Palestrina.

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