I bronzi

Alla gran quantità degli oggetti in bronzo appartenenti alla raccolta del Museo Kircheriano sono dedicate 4 sale.

Sala 15

Ospita il pezzo più celebre della collezione, la cista Ficoroni, di cui è illustrata l'elaborata decorazione incisa che narra un episodio della saga degli Argonauti.

Decorazione della cista

 

Sala 16

Un'ampia rassegna di figurine di bronzo esemplifica una fra le offerte votive più diffuse nei santuari italici ed etruschi. Tra i soggetti riprodotti figurano le divinità (in particolare quelle connesse con la protezione degli armati: Marte/ Laran e Menerva), i fedeli (uomini e donne in atteggiamento di offerente o di orante) e gli aruspici (sacerdoti-indovini), con il caratteristico copricapo conico.

Di probabile produzione tarquiniese e databili tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C. sono i cosiddetti lacunari, elementi decorativi in bronzo che accolgono al centro una testa di divinità o più frequentemente di animale. Ancora discussa è la loro funzione, riferita a mobili o ad altri arredi del sepolcro.

Sala 17

Accoglie un'articolata esposizione di utensili e di vasellame in bronzo connessi al banchetto, momento fondamentale nella vita sociale del mondo antico. Di questa cerimonia disponiamo di numerose rappresentazioni conservatesi nel repertorio decorativo architettonico, nelle pitture parietali funerarie, in scene figurate presenti su vasi o ancora su manufatti in bronzo come ad esempio quelle sbalzate su un gruppo di lamine da Bomarzo databili agli inizi del V secolo a.C. Forse destinate a rivestire un letto ligneo, queste presentano commensali adagiati su cuscini, suonatori di lira e inservienti.

L'ampia rassegna di vasellame bronzeo destinato al servizio, in cui prevalgono le forme per servire il vino, brocche e attingitoi, o per dividerlo e filtrarlo, documenta l'altissimo livello tecnologico raggiunto, fra la metà del VI ed il IV secolo a.C., dalle botteghe etrusche, soprattutto vulcenti, i cui raffinati prodotti erano esportati in tutto il bacino del Mediterraneo.

Connessi al banchetto sono anche i candelabri sormontati da cimase a figura umana, databili al V-IV secolo a.C., ed i bruciaprofumi con stelo configurato.

 

 

Aratore d'ArezzoDX5R3195DX5R3190DX5R3202DX5R3209