GLOSSARIO



cratere

cratere a colonnette 

Il cratere (kratér), provvisto di bocca larghissima e corpo capace, era destinato a contenere il vino che vi veniva mescolato con acqua. I Greci non bevevano vino puro, ma lo mescolavano all'acqua in ragione di una parte a tre, con aggiunta di miele.

Possiamo distinguere quattro tipi di cratere:

il "cratere a colonnette", chiamato kelébe in greco, provvisto come indica il nome di un paio di manici cilindrici per parte, uniti in alto da una piccola placchetta orizzontale, congiunta all'orlo con cui forma un corpo unico. La kelébe si crea probabilmente a Corinto e raggiunge l'Attica nel Protoattico Tardo, all'epoca del Pittore di Nessos, attivo nel 620-600 a.C. circa.

il "cratere a volute", che si distingue dalla kelébe per le anse cilindriche che, come indica il nome, terminavano a volute appoggiandosi sull'orlo del vaso. La forma, in uso dal 570 a.C. dura con alcune varianti, fino al IV sec. a.C. Il primo esempio noto è senza dubbio il "Vaso François", forse effettivamente il vaso per cui venne sviluppata la nuova forma.Il lato A del cratere di Euphronios

il "cratere a calice", con corpo a forma di calice di fiore, diviso in due parti, la inferiore a profilo convesso, la superiore leggermente concava; le anse sono impostate dal basso in alto, con una elegante curva all'infuori. La forma, creata all'epoca delle tarde "figure nere" (540 a.C. circa), avrà successo nel quinto e quarto secolo a.C. A questa forma appartiene il "Cratere di Euphronios".

il "cratere a campana", con corpo simile a una campana rovesciata e labbro arrotondato in fuori compare dall'inizio del V e continua nel IV secolo, incontrando grande popolarità nella ceramica di Magna Grecia.