Sala 12

Il sarcofago degli Sposi

  

Sarcofago degli Sposi

 

Capolavoro dell'arte etrusca in terracotta, famoso nel mondo, fu trovato nel 1881 in una tomba della Banditaccia, allora di proprietà dei Principi Ruspoli, dai quali Felice Barnabei, fondatore del Museo, lo acquistò rotto in più di 400 frammenti.

Formato da una cassa a forma di letto da convito (kline) e da un coperchio con la rappresentazione di una coppia coniugale semidistesa a banchetto, alla moda orientale, il sarcofago è in realtà un'urna cineraria destinata ad accogliere le ceneri di due defunti.

L'uomo con il busto nudo e il resto del corpo coperto dal mantello cinge con gesto amoroso le spalle della donna, abbigliata con cappello e calzature con la punta rialzata; entrambi nelle mani tenevano vasi o altri oggetti da mensa, non conservati.

Nella rappresentazione della coppia a banchetto, tema tanto frequente nei monumenti funerari, è colto un momento importante della vita aristocratica etrusca, che esaltava il rango e l'opulenza e rifletteva antichi ideali e forme rituali derivate dal mondo greco omerico.

L'opera, modellata in un unico momento, ma tagliata verticalmente in due metà per evitare danni durante la cottura, in origine doveva essere ravvivata da forti colori di cui resta traccia sulle gambe del letto conviviale, colori che in parte si conservano nel sarcofago gemello, anch'esso da Cerveteri, al Museo del Louvre di Parigi dal 1863.

Sarcofago degli SposiL'attenzione dello scultore è concentrata sulle teste dalla nuca molto arrotondata, sui volti dall'ovale sfinato con gli occhi allungati, mentre la struttura dei corpi è nascosta da un panneggio dalle linee fluide, di grande raffinatezza anche nei dettagli.

Datato tra il 530 e il 520 a.C., il sarcofago mostra caratteri stilistici propri di quella corrente artistica cosiddetta ionica che, avviata da artigiani provenienti dalle città greche dell'Asia minore, domina in Etruria nella seconda metà del VI secolo.