Sala 37

Le grandi necropoli villanoviane

Alla fine del X secolo a.C. le comunità che abitavano tra il lago di Bracciano e il Tevere, abbandonati i numerosi villaggi occupati nell'età del Bronzo finale (XI-X secolo a.C.), si stanziano su tutto il pianoro, ove si estenderà la città storica.

Allo sviluppo dell'abitato protourbano si affianca quello di vasti sepolcreti con tombe a pozzo per defunti cremati, cui si aggiungono, per poi prevalere dagli inizi dell'VIII secolo a.C., le tombe a fossa per inumati.

I sepolcreti più antichi si addensano sia a nord del pianoro nella necropoli di Grotta Gramiccia e in quella di Casal del Fosso con più di 1200 tombe scavate nei primi decenni del '900, e in quella dei Quattro Fontanili lungo la via per Capena con 648 tombe, sia a SO nella necropoli di Valle la Fata, solo parzialmente esplorata.

La tomba 1036 della necropoli di Casal del Fosso fu destinata ad un alto personaggio, un re-sacerdote, della comunità veiente degli anni tra il 750 e il 730 a.C.
Scavata nel 1915, ma restaurata solo nel 2001, la sepoltura, deposta in una fossa con loculo, si presenta di grande ricchezza e fasto, con ornamenti personali in oro e ambra e insegne di rango, come la preziosa impugnatura di un probabile scettro e il flabello (ventaglio) in lamina di bronzo, ma anche con sontuosi vasi in bronzo.
L'armamento, che comprende anche un elmo crestato, una spada corta, tre lance e un'ascia, è contraddistinto da due dischi-corazza e da due scudi bilobati, deposti tutti sul corpo del defunto e realizzati in lamina di bronzo finemente decorata a sbalzo.

Casal del Fosso: tomba 1036

Nella seconda metà dell'VIII secolo a.C. tra le sepolture maschili emergono ricche tombe di guerriero con panoplie complete in bronzo, mentre tra quelle femminili, riferibili alle donne di rango, figurano sontuosi ornamenti personali ed oggetti legati alla attività della filatura e della tessitura.
Ad un guerriero dotato di tutti i poteri del comando appartiene la tomba del tipo a pozzo con loculo "AA1" della necropoli dei Quattro Fontanili, databile poco dopo la metà del secolo, esposta accanto al ricco corredo di una signora, sepolta all'incirca nello stesso momento in una tomba a fossa con loculo  nella stessa necropoli (tomba "HH 11-12").
Il personaggio maschile, le cui ceneri erano raccolte in un prezioso ossuario in lamina di bronzo coperto da un elmo e protetto da uno scudo, era connotato da numerose armi e da insegne di rango, uno scettro e un flabello (ventaglio), oltre che da oggetti di ornamento personale, come numerose fibule, un bracciale e uno scarabeo di produzione egiziana; i resti di un carro a due ruote, i morsi equini e il corredo in ceramica.