La Sardegna dei 10.000 Nuraghi. Simboli e miti dal Passato

Mostra La Sardegna dei 10.000 Nuraghe
Genere
protostoria
Data inizio mostra:
14/12/2013
Data fine mostra:
06/04/2014
Luogo
Roma
Sede
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Curatori

Franco Campus, Flavia Trucco

Progetto scientifico

La Mostra è suddivisa in 4 sezioni.

Mostra La Sardegna dei 10.000 Nuraghi. Le sezioni

La prima, Immagini di un popolo, svolge il compito di introdurre il visitatore al mondo nuragico grazie al documentario realizzato da Roberto Cretton (Kaleidos) con testi di Franco Campus e Pina Maria Derudas nel 2009 per il comune di Torralba, che prende spunto dall'illustrazione del nuraghe di Santu Antine per narrare di quel passato. Le architetture, la vita quotidiana e la sfera del sacro vengono proposti con l'ausilio di suggestive scene di fiction e ricostruzioni virtuali, accompagnate da musiche anche originali, attraverso una chiave di lettura che mette l'accento soprattutto sugli aspetti sociali e sul ruolo che occupa l'Isola, protagonista di primo piano sulla scena Mediterranea fra l'età del Bronzo e l'età del Ferro.

La seconda sezione, I Luoghi e i simboli, offre uno spaccato dei luoghi della poliedrica civiltà nuragica: le immagini ricollocano nel loro originario contesto archeologico e paesaggistico i modelli di nuraghe, tracciando un percorso geografico che dal nord al sud dell'isola interessa le numerose località che hanno restituito il simbolo di questa civiltà.

La terza sezione, Identità e Orizzonti, sottolinea il ruolo del monumento quale bene riconosciuto sia oggi che nel passato. L'apparato didattico punta l'attenzione sui principali aspetti della civiltà nuragica nel secondo millennio a.C., quali la tipologia del monumento più diffuso e le tecniche costruttive, le caratteristiche dei villaggi, l'architettura sacra e funeraria, i traffici e gli scambi con le altre popolazioni che si affacciano sul Mediterraneo del II millennio a.C.

L'allestimento ricrea, grazie alle riproduzioni artistiche di Carmine Piras, alcuni degli scenari in cui si collocavano i grandi modelli-simulacro in pietra quali l'altare del nuraghe Su Mulinu di Villanovafranca e quello della Capanna delle Riunioni del nuraghe Palmavera-Alghero.

Due figure di guerrieri, un arciere e un "pugilatore", che riproducono le grandi statue in pietra provenienti dallo straordinario complesso cultuale e funerario di Mont'e Prama, introducono alla sala.

La quarta ed ultima sezione, Simboli e segni della memoria, presenta una selezione delle riproduzioni di nuraghe organizzate in base alla funzione che esse ebbero nel contesto di origine. Ecco dunque i nuraghe rappresentati con forme stilizzate e allusive sui piccoli bottoni, quelli sulle navicelle e sui vasi in ceramica, ed infine quelli in pietra, calcare e basalto, che trovavano posto nei complessi cultuali. Ed infine i piccoli nuraghi in bronzo, doni cerimoniali, che erano funzionali ad instaurare un'alleanza fra uomini e dei e le figure del mito.

 

L'allestimento della quarta sezione della mostra La Sardegna dei 10.000 nuraghi. Simboli e miti dal Passato

 

Le opere esposte, 40 oggetti in bronzo o pietra provenienti dai più importanti musei nazionali e civici della Sardegna, sono testimoni di un racconto mitico e della memoria culturale del popolo nuragico.

Ad esse si è scelto di affiancare alcuni tra i più importanti bronzetti sardi rinvenuti in Etruria meridionale: la navicella dal santuario di Hera a Gravisca (Tarquinia), quella rinvenuta nel sequestro Medici e ancora oggetto di indagine, i tre bronzi figurati dalla tomba femminile bisoma della necropoli di Cavalupo, che in letteratura porta il nome di "tomba del bronzetti sardi" e il cui ricchissimo corredo, eccezionale per il periodo (seconda metà del IX secolo a.C.), è esposto nella prima sala del Museo, dedicata a Vulci.

La mostra di Villa Giulia è corredata da una guida breve (ARA edizioni), che, rispetto alla versione realizzata per il Museo Sanna di Sassari, è ora completata da alcuni capitoli che presentano brevemente la civiltà nuragica e i bronzetti che dalla Sardegna raggiungono il mondo villanoviano per poi essere deposti in tombe e ripostigli.

 

Catalogo

a cura di Franco Campus, Valentina Leonelli e Flavia Trucco
ARA Edizioni - Monteriggioni - SIENA

Ufficio stampa

Marco Sala
sba-em.comunicazione@beniculturali.it

Sponsor

Comune di Ittireddu (Sassari)
Comune di Torralba
Unione dei comuni del Logudoro
Fondazione Banco di Sardegna
BancAssurance Popolari Danni S.p.a.
BancAssurance Popolari S.p.A. Luciano
Sini Restauro Monumenti Scavi Archeologici

Contatti