ARTE, È DEDICATA AL FUMETTO LA CAMPAGNA SOCIAL DEI MUSEI ITALIANI PER IL MESE DI MARZO

01/03/2018

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In occasione del lancio di #Fumettineimusei, il nuovo progetto Mibact per i ragazzi che partecipano ai laboratori didattici museali
 
Alcuni fanno risalire la storia del fumetto ai tempi della preistoria, alle pitture rupestri con scene di caccia o di vita quotidiana. Tutto ciò che sviluppa narrazione per immagini, laddove, spesso, si integrano scritte, può essere esempio di vignette e balloon ante litteram: dalla ‘grande striscia' della Colonna Traiana alle scene mitologiche o quelle con la vita di santi e eroi. Così la nuova campagna social del mese di marzo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo fa concorrere tutti i musei e parchi archeologici italiani nel proporre raffigurazioni che in qualche modo possano rimandare all'arte del fumetto, dando sostegno al progetto #Fumettineimusei, realizzato dallo stesso MiBACT e destinato ai bambini e ai ragazzi che partecipano ai laboratori museali. Ventidue albi, a firma di ventuno dei più importanti graphic novelist nazionali, realizzati in collaborazione con Coconino Press - Fandango per raccontare il patrimonio del Paese.

Il Museo di Villa Giulia partecipa alla campagna con un pezzo particolarmente bello,ovvero uno specchio, proveniente da Preneste, che presenta una serie di didascalie che ci raccontano sia dei personaggi raffigurati, ovvero Marsia, il satiro noto per aver sfidato Apollo nel'arte di suonare il flauto e da lui, dopo la sconfitta, condannato ad essere scorticato vivo. Qui è raffigurato nell'atto di avere la gamba destra alzata ed accanto a lui è rappresentato Pan qui definito con il suo diminutivo. Una terza iscrizione riporta il nome dell'autore dello specchio, un tale Vibius Philippus, artista che aveva un nome che rivela una provenienza non certa per le sue caratteristiche.
Strizzano l'occhio alle nuvolette sia il vaso per olio a figure nere con scene di vita all'interno di una bottega (Cerchia del Pittore di Antiménes, Firenze, Museo Archeologico Nazionale, ca. 520 a.C.), in cui un anziano venditore di oli profumati dice all'acquirente kalo nai "Buono, vero?", sia gli affreschi del I secolo conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. In questi, una donna avanza verso due avventori, portando una grossa brocca e un bicchiere; i due uomini sembrano litigare sulla priorità dell'ordinazione: "Porta qui" (hoc), dice il primo, ma l'altro controbatte "No! È mia" (non/mia est); la donna spazientita ribatte: "Lo prenda chi vuole" (qui vol /sumat).
Si scoprono personaggi incredibili - che non meraviglierebbero in albi modernissimi - in testimonianze del I secolo d.c., come i Graffiti delle Terme del Parco Archeologico di Ercolano o sulle pareti della Villa dei Misteri, a Pompei. E pure l'arte sacra rammenta le vignette: basta osservare L'Annunciazione di Simone Martini (Gallerie degli Uffizi, 1333) in cui l'Arcangelo Gabriele "parla" alla Vergine: "Ave gratia plena, dominus tecum". 
Gli esempi che il MiBACT posta e condivide con l'hashtag #Fumettineimusei su tutti i gli account social - in particolare su instagram su @museitaliani e sul neonato profilo @fumettineimusei - sono numerosi e insoliti. L'obiettivo della campagna è coinvolgere i visitatori a cercare e fotografare nelle collezioni degli oltre 420 musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali tutto ciò che "ricorda, richiama o anticipa le tecniche del fumetto".
 
Fino al 1° aprile 2018, inoltre, l'Istituto Centrale per la Grafica di Roma espone i disegni originali delle copertine e gli schizzi delle principali tavole dei 22 #Fumettineimusei. Al termine dell'esposizione, le tavole entreranno a far parte della collezione permanente dell'Istituto, costituendo così il primo grande nucleo di opere dell'Istituto legate all'arte del fumetto (ingresso libero, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19, in via della Stamperia, 6 - Roma).

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