Storie di Persone e di Musei “Murlo: Museo con vista”

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Sala della Fortuna

23 marzo, 2018 - Storie di Persone e di Musei, conferenza

 locandina conferenza museo murlo 23 marzo 2018

Storie di Persone e di Musei
"Murlo: Museo con vista"

Conferenza

Sala della Fortuna
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Venerdì 23 marzo 2018, ore 17.30

Il ciclo Storie di Persone e di Musei rimane in Toscana con la presentazione dell'Antiquarium di Poggio Civitate - Museo Etrusco di Murlo (SI), curata dal Direttore scientifico Giuseppe M. Della Fina, dalla Curatrice Elisa Ghinassi e dal Sindaco Fabiola Parenti.

Quando si visita un museo la scelta migliore è quella di seguire il percorso consigliato. Nel caso dell'Antiquarium di Poggio Civitate - Museo Etrusco di Murlo può valere la pena di non seguire tale consiglio ragionevole e di salire subito al terzo piano raggiungendo la sala XII. Si può camminare sino alla finestra e guardare fuori: la collina di fronte è Poggio Civitate, vale a dire la località dove era collocato l'insediamento etrusco da cui provengono la quasi totalità dei reperti esposti nelle sale.

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Scorci degni di nota si possono osservare dalle finestre di molti musei, ma è decisamente più raro che si possa osservare la località precisa da cui provengono i reperti esposti. Nel caso di Murlo, le pareti dell'edificio sembrano separare, ma non dividere. Qui storia e paesaggio, oggi e ieri, sembrano vicini, intercambiabili, quasi sovrapponibili: è un'illusione, ma una piacevole illusione.

Nel ridiscendere e iniziare la visita vera e propria si consiglia di sostare un poco di fronte alla ricostruzione di una porzione del tetto del palazzo arcaico (sala X): si può comprendere bene la monumentalità dell'edificio e l'impatto che la decorazione in terracotta doveva avere su chi si trovava ad osservarla.

Riusciva a comunicare la forza di un potere di cui in fondo conosciamo poco, ma a cui premeva trasmettere un'immagine di sicurezza, di armonia di vita e di legami stretti con il mondo divino.

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 La sua legittimazione derivava proprio da questi legami rivendicati, oltre che dal controllo esercitato su un territorio che faceva da ponte tra l'Etruria interna e l'Etruria costiera.

Un ruolo quest'ultimo contestato, nei decenni finali del VI secolo a.C., dagli uomini nuovi giunti al potere nella non lontana polis di Chiusi che riuscirono ad avere la meglio. Nel museo di Murlo noi osserviamo questa storia dalla parte degli sconfitti, di coloro che videro abbattuto, cancellato il loro mondo.

A questo punto possiamo seguire il percorso consigliato che ci svelerà prima la fase orientalizzante (VII secolo a.C.) e poi quella arcaica (VI secolo a.C.) del palazzo. Per ognuna di esse vengono presentate le strutture esistenti di volta in volta e la vita di ogni giorno che si svolgeva all'interno della corte.

Le raffinate produzioni locali, realizzate in un laboratorio artigianale poco distante dal palazzo, e quelle d'importazione.

Al laboratorio artigianale sono dedicate le sale IV e V dato che si tratta di una struttura di particolare interesse che riesce a farci intuire il vissuto degli artigiani che lavoravano per la corte. Fianco a fianco operavano coroplasti (artigiani della terracotta), vasai, intagliatori di osso, bronzisti, orafi: possiamo - con uno sforzo d'immaginazione - ascoltare le loro voci, sentire il rumore degli attrezzi, osservare il fumo e la polvere che uscivano dalle diverse officine riunite sotto un unico tetto. Possiamo arrivare ad intuire la loro fatica, il loro sudore, ad osservare la gioia contenuta per un lavoro ben riuscito, o a condividere la rivendicazione orgogliosa di una capacità manuale degna di lode.

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Infine poi - e saremo tornati da dove abbiamo iniziato (sala XII) - potremo osservare le testimonianze della necropoli di Poggio Aguzzo e di altre località non lontane da Poggio Civitate.

Il ciclo Storie di Persone e di Musei

La conferenza rientra nel ciclo di incontri "Storie di Persone e di Musei", finalizzato al perseguimento dello spirito della Convenzione di Faro (2005) sul valore dell'eredità culturale per la società e, al contempo, ispirato al "decalogo per un Museo che racconti Storie quotidiane" di Orhan Pamuk, per dare spazio e voce alle molteplici realtà culturali locali che popolano il territorio di cui il Museo di Villa Giulia è stato ed è tuttora interprete. Lo scopo è quello di mettere a disposizione degli amministratori locali e dei curatori di raccolte civiche di interesse archeologico presenti nelle regioni del Lazio, dell'Umbria e della Toscana un luogo in cui poter raccontare la loro esperienza di valorizzazione non tanto dalla prospettiva delle "cose" quanto, piuttosto, da quella delle "persone", intese sia come operatori museali che come fruitori culturali, in modo tale da far convergere l'attenzione anche sulla dimensione immateriale della nostra eredità culturale e sulle persone che, a vario titolo, "desiderano" identificarsi in tali valori.

L'iniziativa rientra nella programmazione dell'Anno europeo del patrimonio culturale (2018) e ha ottenuto il patrocinio dell'International Council of Museum (ICOM) sezione italiana.

 

La partecipazione all'iniziativa così come l'ingresso al Museo per i partecipanti alle conferenze saranno eccezionalmente gratuiti, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Il prossimo appuntamento del ciclo avrà luogo giovedì 29 marzo e sarà dedicato al Sistema Museale Castiglionese di Castiglion Fiorentino (AR).

 

 

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