Storie di Persone e di Musei "RIdefinire, RIqualificare e RIacquisire: la storia dei "RI" del Museo di Aquino"

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Sala della Fortuna

30 marzo, 2018 - Storie di Persone e di Musei, conferenza

 locandina conferenza museo aquino 30 marzo 2018 

Storie di Persone e di Musei
"RIdefinire, RIqualificare e RIacquisire: la storia dei "RI" del Museo di Aquino"
Conferenza

Sala della Fortuna
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Venerdì 30 marzo 2018, ore 17.00

 

Il ciclo Storie di Persone e di Musei prosegue con il Museo della Città di Aquino "Khaled al Asaad" (FR), presentato dal Direttore Marco Germani.

La Città di Aquino, nota per aver dato i natali alla famiglia dei D'Aquino, dalla quale discende San Tommaso, è ricordata spesso per essere anche la patria del poeta latino Giovenale. Più volte citata nelle fonti antiche, conobbe il suo momento di maggiore sviluppo in seguito alla distruzione della vicina Fregellae nel 125 a.C. Fu uno dei centri romani più importanti del Lazio meridionale subendo un restringimento in età tardo antica e medievale quando, tuttavia, divenne la sede principale dell'omonima contea.

aquino 1

Il Museo di Aquino è stato inaugurato nell'anno 2000 con lo scopo di salvaguardare il patrimonio archeologico, storico-artistico e demoetnoantropologico della Città. Questa commistione di materiali ed epoche, tuttavia, nel corso degli anni aveva finito per creare una certa confusione all'interno del ridotto spazio museale. Per questo motivo dal 2015 il Museo di Aquino ha operato una RIdefinizione degli spazi espositivi che ha comportato una revisione dei criteri museologici e museografici adottati in origine. In accordo con il Comune, la Soprintendenza competente e la Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanile, a cui fa capo l'OMR (Organizzazione Museale Regionale), di cui il Museo di Aquino è parte, è stato progettato e realizzato un Museo più vicino ai nuovi criteri museali e alle esigenze di un pubblico sempre più attento e presente.

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Oltre ad una RIqualificazione strutturale degli spazi interni ed esterni del Museo, il progetto, condotto in assoluta economia, ha comportato una RIdefinizione della nuova mission della struttura museale stabilendo quale fosse la storia che essa voleva raccontare. Fondamentale, per questo, è stato lo studio condotto sui turisti giunti ad Aquino. Le aspettative del visitatore andavano giustamente assecondate e soddisfatte e il solo patrimonio archeologico e storico-artistico cittadino non era in grado, senza un percorso museale con esso coerente, di accogliere e appagare le esigenze del turista. La RIdefinizione del progetto museale, tuttavia, risponde prima ancora alla necessità di una coerenza e ordine all'interno del contenitore Museo.

Da Wunderkammer il Museo di Aquino doveva ritrovare una sua identità.

Negli ultimi anni, in seguito alla riorganizzazione del Museo, è stato possibile avviare una politica di RIacquisizione di reperti archeologici confluiti in altri Musei del Lazio o in collezioni private. Questa azione ha permesso di accrescere il patrimonio disponibile del Museo e di ampliarne l'esposizione.

Nel 2015, la Regione Lazio, in virtù degli sforzi compiuti per la riorganizzazione del Museo e delle diverse attività svolte (laboratori, concerti, mostre, giornate di riscoperta del patrimonio, cicli di conferenze, ecc.), ha conferito al Museo di Aquino il Marchio di Qualità riconfermato nei primi mesi del 2018. Nell'ottobre del 2015, su suggerimento degli Organi Regionali, il Museo di Aquino è stato intitolato all'archeologo siriano Khaled al-Asaad.

 al asaad

Ad oggi, in seguito alle nuove acquisizioni e ai prestiti ottenuti, il Museo è in fase di elaborazione di un progetto di ampliamento che possa consentire di accogliere ed esporre nuovi reperti. Attualmente esso è suddiviso nelle tre sezioni principali: preistoria e protostoria, età romana cui si affianca una sottosezione di approfondimento dedicata al mondo funerario romano, ed infine età medievale.

 

Il ciclo Storie di Persone e di Musei

 

La conferenza rientra nel ciclo di incontri "Storie di Persone e di Musei", finalizzato al perseguimento dello spirito della Convenzione di Faro (2005) sul valore dell'eredità culturale per la società e, al contempo, ispirato al "decalogo per un Museo che racconti Storie quotidiane" di Orhan Pamuk, per dare spazio e voce alle molteplici realtà culturali locali che popolano il territorio di cui il Museo di Villa Giulia è stato ed è tuttora interprete. Lo scopo è quello di mettere a disposizione degli amministratori locali e dei curatori di raccolte civiche di interesse archeologico presenti nelle regioni del Lazio, dell'Umbria e della Toscana un luogo in cui poter raccontare la loro esperienza di valorizzazione non tanto dalla prospettiva delle "cose" quanto, piuttosto, da quella delle "persone", intese sia come operatori museali che come fruitori culturali, in modo tale da far convergere l'attenzione anche sulla dimensione immateriale della nostra eredità culturale e sulle persone che, a vario titolo, "desiderano" identificarsi in tali valori.

L'iniziativa rientra nella programmazione dell'Anno europeo del patrimonio culturale (2018) e ha ottenuto il patrocinio dell'International Council of Museum (ICOM) sezione italiana.

La partecipazione all'iniziativa così come l'ingresso al Museo per i partecipanti alle conferenze saranno eccezionalmente gratuiti, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Il prossimo appuntamento del ciclo avrà luogo venerdì 6 aprile e sarà dedicato al Museo Civico Archeologico di Nepi (VT).

 

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