Storie di Persone e di Musei “Collis Hetrusca Civitas Celat Clavos Christi sui. Identità cittadina e ricerca archeologica”

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Sala della Fortuna

04 maggio , 2018 - Storie di Persone e di Musei, conferenza

  locandina conferenza colle di val d'elsa 04 maggio 2018

Storie di Persone e di Musei
"Collis Hetrusca Civitas Celat Clavos Christi sui.
Identità cittadina e ricerca archeologica"

Conferenza
Sala della Fortuna

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Venerdì 4 maggio, ore 17.30

Il ciclo di Storie di Persone e di Musei termina il suo itinerario toscano con il Museo Archeologico "Ranuccio Bianchi Bandinelli" di Colle di Val d'Elsa (SI), che ci viene illustrato da Giacomo Baldini, Curatore scientifico del Museo, Anna Maria Cotoloni, Assessore alla Cultura e Matteo Milletti, archeologo SABAP Siena.

Il Museo è ospitato nel Palazzo Pretorio (o del Podestà), già sede del Podestà del Comune di Colle di Val d'Elsa dagli inizi del XIV secolo. Ubicato nel centro storico della cittadina valdelsana, ai lati della Cattedrale, il palazzo occupa un intero lato della piazza, con la facciata scandita da ordinate finestre e impreziosita da stemmi podestarili in terracotta e pietra serena. Una scalinata e un elegante portone danno accesso all'edificio, le cui vicende storiche sono leggibili all'interno del complesso monumentale: infatti i significativi affreschi devozionali e gli stemmi podestarili ricordano l'originale funzione di palazzo pubblico, mentre le carceri al piano terreno testimoniano un momento importante della storia civile valdelsana.

colle di val d'elsa 1 - palazzo

 

Il primo nucleo espositivo nacque come Antiquarium etrusco nel 1976, in conseguenza dell'acquisto compiuto dal Comune di Colle di Val d'Elsa di una parte consistente della Collezione Terrosi, raccolta dal conte Giulio Terrosi a seguito di scavi nei propri possedimenti a Monteriggioni, nell'area nota come Piana del Casone: tra i più reperti più significativi meritano una particolare menzione gli oggetti recuperati all'interno dell'ipogeo dei Calisna Śepu.

colle di val d'elsa 2 - interno museo 1

A seguito delle ricerche condotte sul territorio tra la seconda metà degli anni '70 e gli anni '80 del XX secolo, che avevano creato i presupposti per la realizzazione di una nuova e più adeguata struttura, il museo, dopo un periodo di chiusura, venne riaperto nel 1990: nasceva il Museo Archeologico "Ranuccio Bianchi Bandinelli", costituito da nove sale dedicate ai materiali recuperati in contesti sepolcrali dal territorio (in particolare dalle necropoli di Dometaia e de Le Ville). Al museo fu riconosciuto il titolo di Museo del Territorio dell'Alta Valdelsa, poiché illustrava, in un percorso arricchito da ricostruzioni e pannelli didattici dedicati, il tipo di occupazione e di popolamento del suo territorio con particolare riferimento all'età etrusca, nei secoli compresi tra l'Orientalizzante e la romanizzazione. Oggi il museo è stato notevolmente ampliato (quindici sale espositive) e, dal 2012, è annoverato tra le strutture riconosciute di rilevanza regionale: il percorso è stato impreziosito dai reperti provenienti dal sito artigianale di Quartaia (fine VI - III secolo a.C.) e dalla ricostruzione del volto della ‘Ragazza delle Porciglia'.

 colle di val d'elsa 3 - interno museo 2

Dal 2011 è possibile completare il percorso del museo con la visita al Parco Archeologico di Dometaia, una necropoli in uso tra la metà del VI secolo a.C. e il II secolo d.C. Il museo, dal 2017, fa parte del percorso Colle Alta Musei, che unisce tutti i musei della parte alta della città. Il palazzo pretorio, già sede detentiva fin dal medioevo, ospitava all'inizio del XX secolo le carceri mandamentali di Colle di Val d'Elsa, che furono oggetto di interventi manutentivi, che conferirono l'aspetto attuale; sopra alle pareti bianche e sul legno scuro dei letti è così narrata una parte importante della storia civile della Valdelsa, lasciata come memoria dai detenuti politici che tra il 1919 e il 1924 vennero incarcerati in queste stanze, precoce testimonianza dello spirito di lotta e libertà che, qualche anno dopo, dette vita alla Resistenza. Proprio a ricordo di questo particolare momento, il 27 gennaio 2012, in occasione della Giornata della Memoria e a conclusione delle celebrazioni per il Centocinquantenario dell'Unità d'Italia, sono state inaugurate le Stanze della Memoria "Gracco del Secco", antifascista e partigiano ucciso dalla ferocia nazifascista il 17 giugno del 1944.

colle di val d'elsa 4 - stanze della memoria

Attualmente il museo è in restauro per adeguamenti normativi, ma la riapertura è prevista entro il 2018.

Il ciclo Storie di Persone e di Musei

La conferenza rientra nel ciclo di incontri "Storie di Persone e di Musei", finalizzato al perseguimento dello spirito della Convenzione di Faro (2005) sul valore dell'eredità culturale per la società e, al contempo, ispirato al "decalogo per un Museo che racconti Storie quotidiane" di Orhan Pamuk, per dare spazio e voce alle molteplici realtà culturali locali che popolano il territorio di cui il Museo di Villa Giulia è stato ed è tuttora interprete. Lo scopo è quello di mettere a disposizione degli amministratori locali e dei curatori di raccolte civiche di interesse archeologico presenti nelle regioni del Lazio, dell'Umbria e della Toscana un luogo in cui poter raccontare la loro esperienza di valorizzazione non tanto dalla prospettiva delle "cose" quanto, piuttosto, da quella delle "persone", intese sia come operatori museali che come fruitori culturali, in modo tale da far convergere l'attenzione anche sulla dimensione immateriale della nostra eredità culturale e sulle persone che, a vario titolo, "desiderano" identificarsi in tali valori.

L'iniziativa rientra nella programmazione dell'Anno europeo del patrimonio culturale (2018) e ha ottenuto il patrocinio dell'International Council of Museum (ICOM) sezione italiana.

 

La partecipazione all'iniziativa così come l'ingresso al Museo per i partecipanti alle conferenze saranno eccezionalmente gratuiti, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

 

Il prossimo appuntamento del ciclo avrà luogo giovedì 10 maggio e sarà dedicato al Museo Civico di Orte (VT).

Documenti da scaricare