Storie di Persone e di Musei "Orte, un Museo diffuso vetrina dei suoi abitanti"

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Sala della Fortuna

10 maggio, 2018 - Storie di Persone e di Musei, conferenza

 locandina conferenza museo orte 10 maggio 2018

Storie di Persone e di Musei
"Orte, un Museo diffuso
vetrina dei suoi abitanti"

Conferenza
Sala della Fortuna

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Giovedì 10 maggio, ore 17.30

Il ciclo Storie di Persone e di Musei conclude il suo itinerario viterbese con il Museo Civico di Orte (VT), che ci sarà descritto dal  Direttore Stefano Del Lungo e dal Sindaco Angelo Giuliani.

museo orte 1 - vetrina

Risale ai primi anni del XX secolo e all'instancabile impegno profuso dall'archeologo Giocondo Pasquinangeli la prima testimonianza documentata sulla tentata costituzione di un Museo, nel quale si potessero raccogliere tutti i materiali provenienti da Orte e dal suo territorio, unendo quelli sottratti alle asportazioni sistematiche compiute nei decenni precedenti dagli antiquari pontifici (ricchi corredi della necropoli etrusca di S. Bernardino, ora al Museo Gregoriano Etrusco) ad altri, frutto di scoperte recenti o future.

Il progetto ha ripreso quota a distanza di quasi un secolo, sollecitato dall'interesse rivolto costantemente dalla comunità a questo particolare tipo di beni, così come dall'esigenza di mettere finalmente ordine nella grande quantità di materiale, soprattutto lapideo, conservato alla rinfusa nei locali del Comune, e, infine, dai ritrovamenti susseguitisi dal 1962 fino a pochi anni fa. Proprio negli anni ‘60 si registra l'avvio degli scavi che portano al ritrovamento dell'antico porto fluviale di Seripola, quasi ai limiti nord-occidentali dell'odierno territorio comunale. Si tratta di grandi quantità di ceramica e di oggetti legati al culto (statuette votive in bronzo) e all'uso comune in un importante approdo fluviale, tendenzialmente identificato con il Castellum Amerinum delle fonti itinerarie e caratterizzato da una straordinaria continuità di vita, dall'epoca repubblicana al pieno Medioevo. In questi ultimi anni, grazie ad un aumento dell'offerta turistica, con la costituzione di circuiti di visita con accompagnatore integrati ai musei già esistenti (Diocesano e delle Confraternite), al centro storico (area degli scavi di Piazza della Libertà) e alla rete dei sotterranei (Cunicolo, Colombaie, Pozzo di Neve), si è avuto un notevole incremento delle presenze, italiane e straniere, e si è assistito alla progressiva crescita dell'indice di gradimento per Orte, manifestando così il desiderio di poter disporre anche di raccolte archeologiche.

Il Museo Civico di Orte si trova presso la ex-chiesa di S. Antonio Abate, officiata sino al 1923 e successivamente ridotta nell'altezza, ricavando un piano superiore nella porzione delle volte,  che costituisce, grazie alla solidità della struttura e alle sue architetture neoclassiche, un contenitore adeguato, nel quale, beneficiando anche dell'ampia superficie delle pareti, poter progettare un percorso espositivo adeguato.

Il Museo dispone di una collezione permanente, costituita dai reperti archeologici provenienti da Orte e dal suo territorio comunale (il numero degli oggetti visibili è pari al 50% di quelli catalogati, inventariati e custoditi localmente). Il filo conduttore dell'esposizione è costituito da Orte nella storia, dalla sua nascita come roccaforte volsiniese nella seconda metà del VI secolo a. C., alle vicende che la vedono protagonista in epoca romana e ancor più nell'Alto Medioevo, sino all'XI secolo. Il Museo è pertanto suddiviso in tre sezioni, consecutive e consequenziali:

1) Etrusca, dalla fine del VI a.C. alle due battaglie del lago Vadimone (308 e 283 a. C.);

2) Romana (età repubblicana, imperiale e tardoantica, dal II secolo a.C. al V d.C.);

3) Altomedievale, dal VI all'XI secolo. 

Nell'allestimento si è optato per un duplice criterio:

- tematico, con l'argomento principale costituito dall'abitato di Orte, con la sua evoluzione dalle origini al Medioevo, ed una serie di collegamenti con il territorio nei luoghi di maggiore rilevanza storico-archeologica (S. Bernardino, Seripola, Macchia di Ruffo-Bagnolo).

- cronologico, con la creazione di un itinerario che si snoda all'interno delle sezioni etrusca, romana (repubblicana, imperiale e tardoantica) ed altomedievale, aventi uno spazio tanto sulle pareti quanto nel corpo centrale del mobilio e nelle vetrine.

museo orte 2 - panoramica

 

 

Segue di alcuni decenni la realizzazione della Carta Archeologica di Orte e del suo territorio, ad opera della ricercatrice del CNR Giuliana Nardi, e si completa con l'avvenuto riordino della collezione di materiali raccolti dalla medesima nel corso delle indagini di superficie svolte nel decennio 1970-80  ora custoditi all'interno del Museo Civico.

Lo sforzo di arrivare ad avere la conoscenza e, ove possibile, la disponibilità di un patrimonio archeologico ricomposto dopo la sua dispersione, si completerà con la verifica e la catalogazione sistematica delle ingenti quantità di reperti provenienti da Seripola.

                  museo orte 3 - vetrina 2

        museo orte 4 - particolare

 

Il ciclo Storie di Persone e di Musei

La conferenza rientra nel ciclo di incontri "Storie di Persone e di Musei", finalizzato al perseguimento dello spirito della Convenzione di Faro (2005) sul valore dell'eredità culturale per la società e, al contempo, ispirato al "decalogo per un Museo che racconti Storie quotidiane" di Orhan Pamuk, per dare spazio e voce alle molteplici realtà culturali locali che popolano il territorio di cui il Museo di Villa Giulia è stato ed è tuttora interprete. Lo scopo è quello di mettere a disposizione degli amministratori locali e dei curatori di raccolte civiche di interesse archeologico presenti nelle regioni del Lazio, dell'Umbria e della Toscana un luogo in cui poter raccontare la loro esperienza di valorizzazione non tanto dalla prospettiva delle "cose" quanto, piuttosto, da quella delle "persone", intese sia come operatori museali che come fruitori culturali, in modo tale da far convergere l'attenzione anche sulla dimensione immateriale della nostra eredità culturale e sulle persone che, a vario titolo, "desiderano" identificarsi in tali valori.

L'iniziativa rientra nella programmazione dell'Anno europeo del patrimonio culturale (2018) e ha ottenuto il patrocinio dell'International Council of Museum (ICOM) sezione italiana.

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